Meet our team: Videomaker Giorgio Silvestri

Videomaker professionista, creatore di @unafotoalgiorgio ed il pilastro dietro alla videocamera di Visual Hub Studio: Giorgio rappresenta una delle figure fondamentali del team che lavora dietro le quinte di Iso Model Management. Il suo talento, la sua comicità e la sua sensibilità contribuiscono di giorno in giorno a rendere l’agenzia ciò che è, ovvero uno spazio dove la creatività eclettica dei suoi membri può emergere in sintonia con la sua professionalità. In queste pagine, Giorgio si racconta per presentare la sua identità, il suo legame con IMM ed i suoi progetti futuri.

Giorgio, quando hai deciso di intraprendere la carriera di videomaker e cosa ti ha ispirato?

Ho deciso di intraprendere la carriera di videomaker perché fin da quando ho scoperto la televisione, ho compreso la potenza del video. Vedevo in quella scatola nera un mezzo che poteva essere riempito a piacimento, utilizzando uno strumento immediato e sincero: la videocamera. Esistono molti linguaggi attraverso i quali esprimersi, come il disegno, il ballo, il canto e così via. Queste richiedono una preparazione adeguata per essere pronti quando si aprirà il sipario. Ho scelto il sensore fotografico come mio alleato perché ero affascinato dall’idea che attraverso la videografia avrei potuto raccontare storie, ma per farlo avrei dovuto viverle in prima persona. In altre parole, sentivo il bisogno di vivere esperienze straordinarie per poterle raccontare al meglio, trasformando le esperienze in narrazioni visive coinvolgenti. Questa sete di avventura e di condivisione mi ha spinto a intraprendere la carriera di videomaker

Come è iniziata la tua storia con IMM e SHOT?

In un periodo in cui il mio collega ed io avevamo deciso di unire le forze per offrire un servizio unico, eravamo alla ricerca di persone e progetti che potessero meritare il nostro impegno, costanza ed umanità. Fu così che incontrammo Shot ed Imm, e da subito si creò una connessione profonda. Era il 2017 e, nonostante fossero tempi forse non ancora del tutto maturi, decidemmo di intraprendere una nuova sfida insieme. Il nostro primo viaggio ci portò in Sardegna per un editoriale.

Quel momento segnò l’inizio della nostra collaborazione, anche se all’epoca non ne eravamo pienamente consapevoli. Nel corso degli anni, abbiamo consolidato il nostro rapporto, basato sulla fiducia reciproca e sul magnetismo che ci univa. Ci siamo sostenuti a vicenda in numerose avventure, crescendo come squadra e affrontando insieme ogni nuova sfida.

Sei cambiato da quando sei diventato parte di questo team?

Sono cresciuto insieme a questo team e ho scelto di abbracciare il cambiamento. È inevitabile che nel corso degli anni si verifichino delle trasformazioni personali. Da quando sono diventato parte di questo team, non posso negare l’influenza positiva che ho ricevuto da loro, sia dal punto di vista estetico che professionale. Sono stati una fonte di ispirazione costante e mi hanno aiutato a sviluppare il mio stile e le mie abilità. Quindi sì, posso dire che sono cambiato nel corso del tempo grazie alla loro presenza nella mia vita professionale.

Qual è la parte preferita del tuo lavoro, e perché?

La parte preferita del mio lavoro è proprio la combinazione di ripresa e montaggio che mi offre la libertà di esplorare, creare e dare vita alle storie che desidero raccontare. È attraverso questa dualità che posso esprimere appieno la mia visione e creare un ricordo duraturo.

Data la tua esperienza, che cosa rende eccezionale un gruppo di professionisti e creativi che lavorano insieme?

La diversità dei nostri background è una preziosa risorsa che caratterizza il nostro team. Ognuno di noi eccelle nel proprio ambito e insieme ci arricchiamo attraverso il confronto e la condivisione delle nostre esperienze. Nonostante gli eventuali scontri e le difficoltà, riconosco che è proprio grazie a queste esperienze che possiamo crescere e migliorare insieme, rafforzando il nostro legame e raggiungendo risultati straordinari.

Quando ti dedichi ad un nuovo progetto, quali sono le cose che valorizzi di più dal punto di vista creativo?

Quando mi dedico a un nuovo progetto, la mia priorità creativa è rappresentata dalle scene autentiche, in cui i soggetti si mostrano in modo naturale e l’immagine rispecchia il linguaggio cinematografico. Nel montaggio, valorizzo tali scene, cercando di creare una connessione visiva e narrativa tra di loro, affiancandole ad altre im- magini che amplifichino il loro impatto. È attraverso questo processo che riesco a dare vita alle storie e a es- primere la mia visione.

Come misuri il successo di un video che hai creato?

Considero un video totalmente riuscito quando presenta una struttura solida, con un inizio coinvolgente, un corpo centrale ben sviluppato e una conclusione memorabile. I modelli svolgono un ruolo chiave quando riescono a trasmettere autenticità ed emozioni attraverso le loro interpretazioni. Dal punto di vista tecnico, la qualità dell’immagine e della fotografia è fondamentale. Un video che presenta immagini ben curate, con una fotografia accattivante e una buona composizione, contribuisce a creare un impatto visivo coinvolgente. Infine, l’utilizzo di una varietà di tecniche e tecnologie, quando appropriate, può aggiungere un ulteriore valore al contenuto del video che arricchiscono l’esperienza visiva. Tuttavia, oltre a questi elementi tecnici, l’opinione e il supporto dei miei colleghi sono un importante indicatore del successo del video. Essi possiedono una conoscenza approfondita del progetto e condividono gli stessi obiettivi, quindi il loro feedback e il loro sostegno sono preziosi per valutare se il video ha raggiunto gli obiettivi prefissati e se è stato in grado di soddisfare le aspettative del pubblico di riferimento.

La tua pagina “Una Foto al Giorgio” è ormai rinomata fra molti membri della comunità di IMM. Come è iniziato questo tuo progetto?

Mi sono ispirato a Noah Kalina, il primo che ho visto realizzare un progetto simile, e questo mi ha spinto a intra- prendere la mia personale sfida. All’inizio, l’obiettivo era semplicemente inserire la fotografia nella mia routine quotidiana, cercando di osservare il passare del tempo sul mio viso. Tuttavia, nel corso del tempo, mi sono reso conto che il vero protagonista stava diventando lo sfondo delle foto. Che si tratti di persone, luoghi o semplicemente paesaggi, lo sfondo aggiunge un elemento distintivo e contribuisce a creare una storia più ampia. Ogni scatto con i ragazzi di ISO diventa così un momento di divertimento e creazione di ricordi speciali, anche se la mia espressione può sembra- re raccontare una storia diversa. L’interazione tra me e lo sfondo crea una dinamica interessante, arricchendo ulteriormente il risultato finale delle foto.